Aria di Poesia
di Angela De Blasio
©2026 Angela De Blasio — cogitoergosum.art — Tutti i diritti riservati
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Percorrerò
planando
la strada nuova
che porta oltre gli spazi del confine
tracciato da abitudine e certezza.
In spazi aperti di poesia
ritroverò la musica del cuore.
Nel fresco canto dell'aurora
dipingerò il calore del sorriso.
Disseterò alla sorgente di pazienza
la sete viva di speranza.
Raccoglierò
l'ultimo frutto acerbo
che scala di nota produce,
lo trasformerò in magico origami
e lo suonerò per te.
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Fasci di luna
fendono i lembi,
sospinti dal vento vezzoso
del maggio odoroso,
disegnano giochi d'ombre
sulle bocche oranti
in coro esultante.
Rose spogliate dei petali
a spargere amore,
dalle mani dischiuse
quel susseguirsi di grani
su gradini di lava
al rintocco struggente
della campana del tempo
la Vergine accoglie.
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Sono entrata nel tempo dei pensieri
scivoloso
selciato
di ricordi
-Alberga l'ansia-
Negli angoli acuti di esistenza
lune eclissate
soli di ghiaccio
fronde sparse
-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-
Nei pensieri più segreti
pianeti stinti
fuliggine di tempo
lumi e falene
nel riflesso del battere del tempo
n a s c e n d o
v o r t i c o s a m e n t e
a s c e n d o n o
-Dall'eternità in ogni attimo
arricciano le pareti della vita-
Oltre l'elisse del presente d' anime.
.:.
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Spumeggiano,
mani d'acqua fluide,
precipitano roboanti
tra desideri e afflati -
allargano,
spingendo gocce di pensierofino a toccare,
urlante,
il fondo di fratturato lago,
tingendosi
di luci iridescenti
in un tripudio d'emozioni.Al profumo
di questi aceri odorosi,
dal colore incerto
dei tuoi occhi,
ritrovo intatto
il gusto della vita.
dedicato alla famiglia Milano della Trattoria San Gennaro di Praiano
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Care lettrici e cari lettori,oggi voglio condividere con voi una mia poesia in dialetto beneventano, dedicata alla leggenda che più di tutte appartiene alla nostra città: quella del Noce delle Janare.
L'ho chiamata "Sott' 'u Noce 'e Benevient'" e ho provato a raccontare con parole nostre quello che doveva succedere fuori le mura, tanto tempo fa.
Nota: per i lettori che non dovessero conosce il beneventano, ho inserito una traduzione in italiano dopo il testo originale.
Sott' nu noce gruss'assaj
nu fatt' stran' vist' maj
dopp' e mur appena fatt'
è succiess' chistu' fatt':
luci, cant' e suon misterius
tutt'u popol' era curius.
Sott'allu noce s'arrecuglien' e streghe
e cantano e ballano tutt'a nuttat'
aspiettano chi ancora nunn' è arrivat'.
Se spann'a voce pè Benevient'
e scenn' San Barbat' cu i parament'
e corr' allu Sabat' e va a trement'
nun ce stà nient', ma prega e cummann'
"tagliat' lu noce, accussì se ne vann'".
A noce carut e radici scarnat'
dint' a città le janare se so spustat'
vanno po' Triggio, p' Annunziat'
e Piane e Cort' se l'ennu girat'
e po' Trescene se so m'pizzat'
se so spustat' pur alla Ruana
vann' cercann' lu sant' cu la suttana
se m'pizzan' sott' a ogni port
e si miettn'paur' nun gli ne mport'.
A gent' s' attrezz' cu aglio e cu ssale
cu ll' acqua santa e e lu messale
mette le scope e sagin' annanz' e port'
e de mele annurc' na bella sport'.
Sotto un noce grande assai
un fatto strano mai visto
dopo le mura appena fatte
è successo questo fatto:
luci, canti e suoni misteriosi
tutto il popolo era curioso.
Sotto al noce si radunano le streghe
e cantano e ballano tutta la notte
aspettano chi ancora non è arrivato.
Si sparge la voce per Benevento
e scende San Barbato con i paramenti
e corre al Sabato per vedere che accade
non c'è niente, ma prega e comanda
"tagliate il noce, così se ne vanno".
Il noce caduto e radici scarnificate
dentro la città le janare si sono spostate
vanno per il Triggio, per l'Annunziata
e Piano di Corte se lo sono girato
e poi a Trescene si sono piazzate
si sono spostate pure alla piazza Dogana
vanno cercando il santo con la sottana
si piazzano sotto ogni porta
e se mettono paura non gli importa.
La gente si attrezza con aglio e con sale
con l'acqua santa e con il messale
mette le scope di sagina davanti alle porte
e di mele annurche una bella sporta.
Spero vi piaccia. È la nostra storia, è Benevento.
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Notte silente,
schiava delle stelle,
alla luna confidi
il tuo tormento
mentre Venere
copula con l'alba.
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A vvertendo la staticità del tempo
V ago tra reticoli di sogni
E ludendo le rocce del reale
V ibrano come corde tese al liuto
O nirici riflessi e dolorosi affanni.
V olontariamente m'esilio
O ltre la coltre grigia della fuligine dei giorni
G audio immenso questa beatitudine
L ibero finalmente le ali al volo
I nnnalzandomi in melodiosi suoni di colori
A vanzo come spedita nota di tenore.
D anzando a piedi scalzi senza posa
I ntono canti nuovi in sole d'alba.
U ltima resistenza, la paura, cede
N ascondendosi tra pagine non scritte dalla vita.
S corrono oltre il limite del vero
O rigami di foreste secolari e fiumi di coriandoli
R adure illuminate da fluorescenti fiori
R ovi di bacche succose prese a piene mani
I ndossa il desiderio la pelle trasparente d'aria
S gombro al mio cielo l'iride m'avvolge
O ltre il confine temporale scorgo finalmente il suo sorriso.
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#sorriso #acrostico #paroleinlibertà #angeladeblasio #cogitoergosum
s erena mattinata per il mondo
e rano piene di vita le gemelle
t utto divenne polvere in un lampo
t remarono zio Sam e la vittoria
e sanime apparve l'aquila stesa al suolo
m entre il coccodrillo negava i suoi misfatti
b andiere a lutto in tutto l'occidente
r eclamano le vite delle mele ancora acerbe
e salò l'ultimo respiro quell'oggi la Pace
M entire a se stessi
E spediente di chi spesso
D estreggia la mente
I ngabbiando in vortici
T remendi senza uscita
A nima che si innalza
Z avorra pesante cosciente
I mbriglia sprezzante
O rma di piede sulla sabbia
N essuno può mentire a se stesso e a Dio
E terna misericordia in cui trovi ristoro .
Eccola, questa è la stanza dei pensieri rapiti,
dei desideri nascosti, dei sospiri.
Impiastricciata, luminosa, viva.
È possibile vederli,
rumorosi - silenziosi pensieri,
sparsi dovunque,
arrampicati sui muri
e sui vetri di quella finestra
dove schizzi di tempera colorata
formano gocce di tendine.
Sulla sedia di paglia,
nell'angolo opposto allo scrittoio,
fanno bella mostra drappeggi di lino
pronti per la posa.
Fiori di colori a olio
cospargono una tavolozza di legno di faggio,
sberleffo al colore originale
che in nessun angolo si apprezza.
I pennelli, infilati in cocci di creta
mostrano chiaramente
tutta la fatica che hanno fatto.
Nascosta da un telo,
nell'angolo più buio,
l'arpa, muta da tempo,
attende
(speranza vana),
delicate dita,
per vibrare come un tempo,
quando con amore veniva accarezzata.
Immaginare
parole scritte nel suono,
pagine di musica che sinuose penetrano l'anima.
Lo scrittoio, posto di fronte alla finestra,
accanto al trespolo della tela preparata con cura,
calmamente invita a sostare
colei che si appressa a recuperare
forza e calma per potersi raccontare.
Quante lacrime ha raccolto,
quanti sospiri,
su quelle pagine di pentagrammi sparse disordinatamente!
Quel disordine-ordinato, quei colori caldi sparsi,
quelle mani di sole che entrano dalla finestra,
adagiandosi, come fari luminosi sui tubetti di colore,
accarezzano, e solleticano gioiose,
le tele lasciate ad asciugare.
Procedono poi calme a mescolarsi
in un solfeggio accorto con le ombre,
inventandosi una danza nel pulviscolo
che scivola sulle pagine di musica antica,
dove sono appuntati scarabocchi di parole.
Un invito ruffiano a far brillare i pensieri fermati da tempo.
Questi, silenziosi giacciono,
decisi ad aspettare di essere coccolati ancora,
nei pomeriggi afosi,
quando l'estro si affievolisce e si ritorna alla ricerca delle ombre
incerte delle pagine scritte in precedenza.
Maliziosamente
la luce si allunga, irrispettosa,
sulle parti scoperte dell'arpa,
che timidamente si concede,
mostrando il suo tempo.
Questo, è l'unico posto
in cui mi sarà possibile, un giorno,
colorare con la musica le parole.
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- Sul precipizio enorme del banale-
Magicamente archi di luce accese
nel desiderio di ritrovare quota.
Sferzante vento lambiva quelle attese
d'aria stagnante che la terra rende vuota
e al mare che cresceva al fin si arrese.
- S'alzò imperioso il canto dell'astrale-
Fulmine in ciel sereno che il buio pota
tracciò ricami su mani d' ombre protese
orme di passi che silenzio scuote.
Ogni energia placò sulle distese
la rosa dei venti gli riavviò la ruota.
-Tornò la calma in un silenzio emozionale-
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La mia anima è come un’arpa birmana.
Ogni corda è una voce vibrante che si eleva verso di Te.
Nel buio profondo della notte,
nel silenzio assoluto,
Padre del suono,
ascolta la melodia della mia anima
che s’innalza su piani di pentagrammi
scritti dalla vita.
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#cute #like #anima #arpa #poesia #cogitoergosum #melodia #pentagrammi #padredelsuono #vita #poesiacontemporanea
di Angela De Blasio
Di me
tutto traspare,
angoli di pensieri
sparpagliati
dentro reti sconfinate
disegnate da energie
vibranti.
Scacciapensieri muti
che gridano
la mia esistenza in vita.
© 2026 Cogito Ergo Sum di Angela De Blasio
#poesia #trasparenze #anima #carattere #vitaL
RIGENERATA (ACROSTICO)
R igenerata presso la fonte
I ncredibilmente Donna
T i scopri di luce
R adiosa mi guardi
O sannando l'amore
V ivendolo in pieno
A nsimi in spasimi fremi
T eneramente ora che doni
A rmonie di eccitazioni vibri.
© 2026 Cogito Ergo Sum di Angela De Blasio
#acrostico #ritrovata #angeladeblasio #cogitoergosumVenni al mondo in compagnia,
e la camicia grassa a farmi da armatura
Mai spaventata da urla di rabbia o confusione,
stretta la mia lanterna in mano,
per farmi luce e rischiarare chi vaga nel buio.
Scrissi parole che non dissi,
frasi che mai pronunciai,
ma il cuore lo diedi in dono al mondo,
che forse non capì davvero.
Lanciai ciottoli al fiume,
raccolsi fiori e bacche,
studiai sul libro antico
e sul nuovo trovai la Buona Novella.
Dalla morte si risorge,
ma dalla resa mai.
E mai mi arresi.
Scrissi quel che sentivo:
ogni emozione, amore, sconforto, bellezza o orrore
che al mio passaggio colsi.
Forse non bastò a colmare l'anima,
ma mi lasciò sempre serena e mai contratta.
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#lanterna #anima #cute #love #poesia #introspettiva #vita #poesiacontemporanea
Scende lento il disco oltre la Dormiente
Impreziosendo d'oro il cielo intorno al monte
E sarà sera sui giusti e sui marrani
Su chi fatica e su chi si terge le mani
Su chi studia e con sacrificio si accultura
e su chi parla spesso solo per procura
Su chi intercede, spera e prega
e su chi pregiudica e se ne frega
Su chi è sicuro che possa esserci Pace
e su chi vuole guerra e allora tace.
2026 Cogito Ergo Sum di Angela De Blasio -
#sera#dormientedelsannio #graziealmondo #cogitoergosum.art #poesia
Seduta sulla rupe di un tramonto
coi miei drappi di vita tra le mani
ricamo, col filo dei ricordi, arabeschi di emozioni.
Arrossisce l'orizzonte, là oltre il monte
dove il disco lentamente va a dormire.
*
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art — Tutti i diritti riservati
#poesiaitaliana #poesiacontemporanea #poesia #poesie #scritturacreativa #tramonto #emozioni #ricordi #cogitoergosumart #angeladeblasio #incanto #parolepoetiche #poetaitalianaSulla seggiola impagliata, usata come trono,
scivolano pagine di niente al soffio di bufere
fermate a mani nude.
Con voce afona grido, sforzandomi a intingere
in inchiostro simpatico parole non dette
su mura di prigioni che le perdute libertà
costruiranno troppo in fretta.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art — Tutti i diritti riservati
#costruttoridiponti #verità
Dittico I:
Sono caduti gli idoli e gli altari.
L'Uomo mi appare
nudo di empatia,
arrogante affannato,
stanco.
Resta la caparbia ossessione
di accumulare
a danno di popoli
che non trovano alcuna fune
per risalire
la roccia sgretolata
da bullismo e malaffare.
E quando tutti crederanno
che non ci sono vie d'uscita...
mi vestirò di PACE
per consolare il mondo.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
Dittico II:
Giacché nulla è difficile, nulla è facile.
La pazienza, la tenacia,
l'amicizia, la complicità, l'amore
servono a spianare gli intoppi,
la Fede a renderli lievi.
L'importante è impegnarsi
a respirare con rispetto
questa vita.
Il mondo chiede soccorso al Padre di ogni Uomo
Perché, Signore, ti tieni lontano,
nei momenti di pericolo ti nascondi?
Sorgi, Signore Dio, alza la tua mano,
non dimenticare i poveri.
Eppure tu vedi l'affanno e il dolore,
li prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero,
dell'orfano tu sei l'aiuto.
Tu accogli il desiderio dei poveri,
rafforzi i loro cuori,
perché sia fatta giustizia
e non continui più a spargere terrore
l'uomo fatto di terra.
(Gloria)
*
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
Sì, puro amore senza interessi economici,
senza il confine dell’egoismo,
senza erigere tombe alla coscienza civile,
senza che la confraternita di uguaglianza e libertà sia mai stata tradita.
Sì, io sono l’amore,
quello che non ti chiede di che colore sei,
quello che non ti chiede per chi preghi,
ma ti chiede quanto ami.
Non puoi trovarmi nella morte di chi mi ama,
a meno che nel tuo cuore non sia caduta la fiducia nella vita.
Ma se un barlume ancora rischiara l’anima, tienilo vivo,
perché il prezzo del riscatto è adesso:
stringerti la mano più forte.
Ha senso ancora solo abbracciarti, ascoltarti
e farti sentire eguale.
Ha senso ancora di più insegnarti a sorridere delle nostre differenze
e far leva su questo per ristabilire il patto.
Sì, ristabilire l’alleanza del mondo intero con l’Amore.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#benevento # #amore
Non guardarmi con paura,
non mi rompi se ti avvicini.
Non mi infastidisce se mi sorridi,
se tendi la mano per salutarmi,
e non riesco a prenderla per ricambiare.
Sono quì, ci sono,
in parte danneggiato, ma sono io.
Se mi parli normalmente,
se mi racconti di te e del tuo mondo comprendo,
anche se non rispondo.
Non sentirti imbarazzato perché non sai cosa fare,
fai esattamente quello che il tuo cuore ti suggerisce,
amami.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#disabilità #cittaviola #inclusione #amicizia
Tutt'intorno, il silenzio.
Disceso lento,
a ricamare merletti pregevoli
su spigoli di anime
rinsecchite dal tempo.
Bianco che copre,
bianco che svela e rivela.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#neve #poesia
Quanno tutt'anzieme
se astuteno e lampare
rimmane rint'o' scur
'na luce sulamente
a rischiarà a paura
E' o lume d'o penziero e te,
ca me fa luce.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#poesiadialettale #poesiaamore #memoria
Dall'Olimpo son tornata in costiera,
a render testamento son venuta,
per questa terra di cui andavo fiera
ché troppo tempo son restata muta.
Suolo beato, ora offeso e calpestato!
Rocce di calce e colorati agrumi,
il passeggio degli Dei eri nomato
ché al cielo ne arrivavano i profumi.
Ora il fetore d'immondizia sale,
copre ogni zolla il rifiuto umano,
lo peggio sterco dell'uomo animale!
Dal mio seno prendeste il cereale,
e vi introdussi all'arte dell'arare,
a semidio elevai l'Homo bestiale
perché del lavoro suo potea campare.
Fuochi e marciume nelle insane are,
muore la natura, il mare ed ogni animale,
muore l'uomo prono al volere dei potenti:
l'Olimpo ve ne scampi, vi svegli l'intelletto!
È pieno di monnezza fino al petto,
per come lo mondo avete scombinato,
propongo la condanna a farvi vivere in eterno,
morendo ogni giorno da infami fraudolenti.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#poesia #lamento #demetra #monnezza #immondizia #inquinamento #ecologia
Suono disarmonico è il mio canto,
goffo, si dimena divincolandosi
tra pentagrammi senza chiave.
Come posso cantare del sorriso
se il nodo delle lacrime
stringe come morsa
le corde dell'anima?
Squarcerà il silenzio
un sussurro di speranza,
quella nota che ostinata si ribella
e mi ridoni il suono di te.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#poesia #speranza #suonodite #disarmonia
Scivola lenta nel suo il mantello la notte
li dove la muta civetta all'arancio negato
s'attarda curiosa al mutare del paesaggio
mentre il porfido affoga il luccichio nel fango.
Nel bagliore incerto del disco nascente
l'aurora la bacia e gli toglie il suo manto
il tempo di un inchino all'alba briosa
e si fa spazio il mattino di questo giorno nuovo
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#poesia #mantonotte #mattino
Scivolano le parole
a dispiegare l’anima
e l’Es si vela
svelando
l’Io più arcano
nei ghirigori
monocromi
dell’Ego
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#es #io #superio #ego #poesia
*
Si ferma il tempo
che stinge i colori
L'afa dei giorni
si è immersa
nell'ombra regale
del cigno solitario.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
Ultimo poeta — nelle sue mani il nulla.
Solchi di pensieri, origami accartocciati, lembi di vita.
Interminabili desideri, come toppe su orride vicende,
affollano il pensiero.
Ricama attento indescrivibili omissioni.
Magici tramonti, orizzonti colorati, nicchie di solfeggi, dedali di parole.
Opere incompiute.
Indifferente, il mondo nasconde nella quotidiana fatica
dabbenaggine infinita.
Inoltrandosi caparbiamente negli anfratti
taciti di ignoranti aneliti.
Ignominioso vivere nudi dell'arte viva, temendo di svelare
osmosi irraggiungibili.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
di Angela De Blasio
È suono disarmonico
il mio verso
goffo
si dimena
nelle pieghe del mio ego
di
vin
co
la- (n)
do-
si-
solfeggia
[[[[ prigioniero ]]]]
in pentagrammi
senza chiave@_filo___illogico
strascico strategica
elucubrazioni eludo
insonorizzo
in arteficio artigianale((((((( eco )))))))decisamente vibra
e l'angoscioso pianto
è il mio vero canto
]]] libera[[[
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#poesiasperimentale #pentagrammastrambalato #musicadellanima #chiaveomessa #poesia #arteficioartigianale
Sogni
avviluppati
su irti scogli d’anima
in un caleidoscopio
di figure aberranti
che irrompono arcigne
in rientranze inconsce.
Voce assordante
che nelle viscere spazia
e provoca voragini
colmabili
da fotogrammi
di istantanee certezze
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#incubi #caleidoscopio #poesia #cogitoergosum
Eccola la Madre china sul figlio
ad accogliere il vagito
che come lame a doppio taglio
squarcia questa gelida notte stellata
Nemmeno un fuoco acceso
in questa baracca di cartoni
presso la discarica cittadina.
Giuseppe cerca tra i rifiuti
quello che ad altri più non serve
per festeggiare con decoro
l'indifferenza del mondo
al grido dei diseredati
infranto nelle vetrine
dell'ipermercato.
Tre gatti randagi riscaldano la culla
fa chiaro al buio una lucerna
ma tra gli avanzi il nulla.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#natalecontemporaneo #povertà °natale in discarica #poesia #angeladeblasio #cogitoergosum
Lenta, silenziosa scende.
Ricama arabeschi pazienti,
merletti nuovi su rami rinsecchiti.
È come il sognante anelito della bella anima
che ritrovata la purezza
dopo il perdono chiesto,
si adopera a riparare ogni ferita.
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#scendelaneve #arabeschi #poesia #cogitoergosum
Il vagito,
nella notte del Giorno
squarcia l'attesa
Gemme
di speranza
brillano
Ora
è tempo
che ricominci il canto
© Angela De Blasio — cogitoergosum.art
#lanottedinatale #ilvagitodiDio #poesia #angeladeblasio #cogitoergosum
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