GIUSEPPE MOSCATI - NATO A BENEVENTO, ALL'ARCO DI TRAIANO
Benevento, 25 luglio 1880, all'una di notte. In un palazzo nobiliare nei pressi dell'Arco di Traiano, Palazzo Rotondi Andreotti Leo in via Port'Aurea, nasce Giuseppe Maria Carlo Alfonso Moscati.
Non in una casa qualunque. In un palazzo con due piani, quello di sotto per la servitù e la cucina, quello nobile per la famiglia, con facciata in pietra e colonne ai lati del portone che reggono l'ampio balcone. Un palazzo da gente perbene, da magistrati e marchesi.
Suo padre Francesco era Presidente del Tribunale, sua madre Rosa De Luca dei marchesi di Roseto.
Sei giorni dopo, il 31 luglio, viene battezzato in casa da don Innocenzo Maio.
Un anno dopo la famiglia lascia Benevento per Ancona, poi Napoli. Ma lui resta beneventano per sempre.
Da quel palazzo vicino all'Arco porterà con sé due cose: il senso di giustizia del padre e l'idea che curare non è dare una ricetta, è farsi carico di un'altra persona.
A Napoli lo chiameranno "il medico dei poveri". Lui che metteva le monete sotto la ricetta e scriveva sul cappello: "Chi ha, metta. Chi non ha, prenda."
La Vocazione alla Medicina:
Sceglie di studiare medicina impressionato dalla sofferenza del fratello Alberto, rimasto invalido dopo una caduta da cavallo durante il servizio militare.
Gli Studi:
Si laurea con il massimo dei voti all'Università di Napoli nel 1903 con una tesi sulla genesi dell'uremia.
Il tratto distintivo di Moscati era il suo approccio umano e spirituale al malato, considerato non come un "caso clinico" ma come l'immagine di Cristo dolente.
Il medico dei poveri:
Non accettava denaro dai pazienti bisognosi. Al contrario, spesso inseriva banconote nelle ricette mediche per permettere loro di comprare i medicinali o il cibo.
Il cesto della provvidenza:
Nella sua casa-studio teneva un cappello con un cartello rimasto celebre: «Chi ha, metta; chi non ha, prenda».
La preghiera:
Iniziava ogni giornata partecipando alla Messa e facendo la Comunione, prima di recarsi nei vicoli di Napoli a visitare i malati.
Moscati non fu solo un uomo di fede, ma uno dei più brillanti medici della sua epoca:
Ospedali Riuniti:
Vince i concorsi per diventare coadiutore ordinario agli Ospedali Riuniti di Napoli.
L'eruzione del Vesuvio (1906):
Durante l'eruzione del 10 aprile 1906, intuisce il pericolo per i malati dell'ospedale di Torre del Greco e ne ordina l'evacuazione tempestiva, salvando decine di vite poco prima del crollo della struttura.
Ricerca e Didattica:
Diventa primario e direttore di clinica, specializzandosi in chimica fisiologica e anatomia patologica. È tra i primi in Italia a sperimentare e utilizzare l'insulina per la cura del diabete.
Morirà il 12 aprile 1927 a 46 anni, sulla poltrona del suo studio, dopo aver fatto Messa e visitato i malati.
Santo dal 25 ottobre 1987.
E la lapide a Benevento dice ancora: "IN QUESTA CASA IL 25 LUGLIO 1880 NASCEVA GIUSEPPE MOSCATI".
È sepolto nella chiesa del Gesù Nuovo di Napoli.
Presso il Duomo di Benevento ha una cappella dedicata con una sua statua.
Nella città ha una chiesa a lui dedicata e un padiglione nell'Ospedale San Pio dedicato a San Giuseppe Moscati.