Cavoli fritti alla Beneventana
Non sono i soliti cavolfiori. Sono quelli che la Janara raccoglie di notte, quando la luna è alta su Benevento. E per friggerli ci vuole solo una cosa...L'uoglio spremuto na vota sola a fridd' del Sannio, di quello che deve pungere un pochino in gola, se no nun è buono.Ingredienti per sei persone:1 cavolfiore bello grosso
200 g di farina
2 bicchieri e mezzo (2,5 dl) d'acqua
2,5 g di lievito in polvere per pizze
2 albumi (facoltativi, per la leggerezza della Janara)
Abbondante uoglio spremuto na vota sola a fridd' del Sannio per friggere
Sale e pepe biano q.b
.Preparazione:
La Janara prepara la pastella la mattina per la sera.
In una scodella di coccio, mescolate la farina con un pizzico di sale e il lievito. Formate un incavo al centro e versatevi l'acqua a filo, mescolando con cura con una forchetta, senza fare grumi.
Quando il composto sarà liscio come un incantesimo, copritelo e lasciatelo riposare fino a sera, sotto un canovaccio.
Pulite il cavolfiore, separatene ogni cimetta, lavatelo e lessatelo al vapore. per il tempo che i rebbi della forchetta non trovino troppa resistenza, Non li fate ammollare non deve sfaldarsi, deve restare sodo!
Prima di usare la pastella, ribattetela bene. Se volete farla come la Janara, leggera che vola, battete due albumi a neve ferma e incorporateli piano.
Immergete i pezzetti di cavolfiore nella pastella e tuffateli nell'uoglio bollente. Quello buono, quello che pizzica.Friggete fino a che saranno dorati come la luna di novembre.
Scolateli e salateli subito.
Si mangiano bollenti, con le mani, che scottano.
E se vi pizzica la gola... è la Janara che vi ha detto grazie..
buon appetito