I Gepidi e i Longobardi finalmente diedero alla luce la contesa concepita già da tempo, e da entrambe le parti si prepara la guerra. Ingaggiata dunque la battaglia, mentre entrambi gli schieramenti combattevano con forza e nessuno cedeva all'altro, accadde che nello stesso combattimento si incontrassero Alboino, figlio di Audoino, e Turismodo, figlio di Turisindo. Alboino lo colpì con la spada e, sbalzato da cavallo, lo uccise.
I Gepidi, vedendo morto il figlio del re, per cui in gran parte la guerra si reggeva, subito con animo disfatto si diedero alla fuga. I Longobardi, inseguendoli, li abbatterono con furia. E uccisine moltissimi, tornarono per spogliare i caduti.
Compiuta la vittoria, i Longobardi tornarono alle loro sedi e suggerirono al loro re Audoino che Alboino diventasse suo commensale; così come gli era stato compagno nel pericolo, lo fosse anche a banchetto. Audoino rispose che non poteva fare ciò, per non infrangere il rito del popolo. Sapete, disse, che non è consuetudine presso di noi che il figlio del re mangi con il padre, se prima non ha ricevuto le armi da un re di un popolo straniero.
Udite queste cose dal padre, Alboino, prendendo con sé solo quaranta giovani, partì per andare da Turisindo, re dei Gepidi, con cui poco prima aveva fatto guerra.
2026 Cogito Ergo Sum di Angela De Blasio