Benevento: la sua storia dal fascismo alla liberazione
di Angela De Blasio
1. Il ventennio fascista a Benevento
Con la riforma del 1926, il fascismo abolì i sindaci eletti e introdusse il Podestà, nominato dal governo.
A Benevento i principali furono:
Nicola Di Donato (1927-1931): primo podestà, avviò il risanamento urbano.
Marzio Moscato (1934-1941): il più longevo, fece le grandi opere pubbliche.
I Gerarchi del PNF:
il vero potere politico. Tra questi il deputato Michele Casciano, che portava i soldi da Roma.
2. Le Grandi Opere: cosa fu fatto per la città
L'espansione fuori le mura - Viale Atlantici
Il centro si sposta fuori dalle mura medievali, verso la collina.
Palazzo del Governo (Prefettura): progettato da Cesare Bazzani.
Casa del Fascio: in Piazza IV Novembre, oggi Guardia di Finanza.
Palazzo della GIL: per i giovani del regime.
Infrastrutture, Sanità e Istruzione
Potenziamento della Stazione Centrale.
Primi nuclei dell'Ospedale Civile "San Pasquale".
Istituto Tecnico Industriale "G. B. Bosco Lucarelli" per formare tecnici.Il Risanamento del Centro Storico
Abbattute aree medievali considerate insalubri.
Isolato l'Arco di Traiano, buttando giù le case che gli erano cresciute intorno, per celebrare la romanità.
La Battaglia del Grano
Benevento diventa centro d'eccellenza. Costruiti i grandi Silos Granari vicino alla stazione (ancora visibili), potenziato il Tabacchificio e lo stabilimento della Strega.
3.. Il Quartiere Ciano: oggi Rione Libertà -
Il progetto di Luigi Piccinato
Il quartiere più popoloso di Benevento, dove oggi vive un terzo della città, nasce nel fascismo.
Quando: 1936-1937. Sorto nella valle sotto la città, lungo Via Napoli, allora chiamato "le palazzine".
Il nome:
doveva chiamarsi Rione Costanzo Ciano, dal padre di Galeazzo Ciano e gerarca fascista. Nel 1945, caduto il fascismo, viene ribattezzato Rione Libertà.
Chi lo progetta:
Luigi Piccinato (1899-1983)
Il padre dell'urbanistica moderna italiana. Nel 1932 il Comune di Benevento gli affida il primo vero Piano Regolatore della città.
Il suo piano era rivoluzionario:
Spostare la città fuori dalle mura, nella zona alta (Viale Atlantici).
Separare il traffico di passaggio dal traffico del centro.
Creare spazi verdi e servizi intorno alle case, non solo case.
Era un piano razionalista, troppo moderno per il Ministero che non lo approvò mai ufficialmente, ma di fatto Benevento si è costruita seguendo le sue idee per 40 anni. Il Piano del 1970 ricalca ancora Piccinato.
Com'era all'inizio:
l'Istituto Autonomo Case Popolari costruisce palazzine antisismiche, moderne, con ampi spazi, aiuole, alberi, negozi sotto casa, strade larghe. Per l'epoca è un quartiere all'avanguardia.
Ma senza servizi:
niente acqua, niente fogne, Viale Napoli è solo un rettilineo alberato dove la gente si incontra.
Dopo la guerra: il boom vero. Con 2/3 di Benevento distrutta dalle bombe del 1943, migliaia di sfollati senza casa vengono mandati proprio lì. Dal 1945 in poi il Rione Libertà esplode e diventa la città autonoma di 22.000 abitanti che conosciamo.
Un'altra opera di Piccinato a Benevento: il Liceo Classico (1938), in stile asciutto, severo, senza decorazioni, tra Razionalismo e Metafisica.
4. Le conseguenze per la popolazione
Fine della libertà:
socialisti e repubblicani perseguitati, carcere e confino.
I bambini inquadrati nella GIL come Figli della Lupa, Balilla, Avanguardisti.
Miglioramento dei servizi:
acqua, fogne e meno malattie nei vicoli.
L'Istituto Industriale dà un mestiere ai figli di artigiani e contadini.
Vita rurale dura:
Autarchia, carovita, scarsità.
Le donne al Tabacchificio, le tabacchine, con salari bassi e lavoro estenuante.
A Benevento l'opposizione non fu guerriglia, ma resistenza morale e silenziosa.
I covi: Farmacia del Leone e Bar Roma.
Qui si leggevano giornali clandestini e si tenevano contatti con gli esiliati. La polizia li controllava.
Il confino:
chi dissentiva veniva spedito a Ventotene, Ustica o in paesini isolati.
Autunno 1943:
boicottaggio dei bandi di leva della RSI.
Migliaia di giovani fuggono sul Taburno e Matese, nascosti da famiglie e parroci.
Fine 1943:
nasce il CLN di Benevento con Umberto Musco (comunisti) ed Enrico Rossi (socialisti) e i cattolici della DC.
Collaborano con gli Alleati.
I Quaderni Clandestini:
come quello del partigiano Bosco, giovane sannita che sceglie la libertà.
6. La Fine: i bombardamenti del 1943
Benevento, nodo ferroviario strategico, viene devastata dai bombardamenti anglo-americani tra agosto e settembre 1943. Raso al suolo il Rione Ferrovia, distrutto il Duomo medievale. Oltre 2.000 morti.
7. Il partigiano Bosco: una scelta morale
Bosco, ragazzo di Dugenta classe 1923, fino al 1939 è istruttore dei giovani fascisti. Il 24 aprile 1944, il giorno prima della condanna a morte per diserzione, scrive alla famiglia e sceglie di salire in montagna. Combatterà in Val Trebbia con il comandante Bisagno. Non è una scelta di partito, è una scelta morale.
8. Il 2 ottobre 1943: la Liberazione
È il giorno della liberazione di Benevento.
Chi arriva:
la Quinta Armata USA del generale Mark Clark, da San Giorgio del Sannio lungo la via Appia, entrando da Contrada Piano Cappelle.
Cosa trovano:
non una festa, ma una città fantasma. I tedeschi della divisione Göring sono scappati poche ore prima facendo saltare il Ponte Vanvitelli, la centrale elettrica e l'officina del gas. Oltre 2/3 delle case distrutte, 20.000 sfollati nelle grotte. Nei vicoli l'odore dei morti sotto le macerie. L'artiglieria tedesca da Vitulano spara l'ultima cannonata sul Santuario della Madonna delle Grazie.
Dopo: arriva l'AMGOT, il governo militare alleato.
9. I primi soccorsi e la ricostruzione
Ritorno e macerie: gli sfollati tornano e trovano tutto distrutto. Il Genio americano con le ruspe e i civili pagati con cibo sgomberano le strade.
La fame:
mercati vuoti. L'AMGOT distribuisce farina, latte in polvere, scatolame, penicillina, cioccolato e razioni K. Nasce il mercato nero di benzina e farina americana.
Ordine pubblico:
coprifuoco, carabinieri riorganizzati con la Military Police USA. Nasce il fenomeno delle "segnalorine", ragazze che cercano protezione dai soldati americani.
Il censimento:
oltre il 60% delle case inagibile, acqua e luce fuori uso, Tabacchificio e Strega fermi. Inizia la lunghissima ricostruzione.
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