SAN MENNA DEL SANNIO - L'EREMITA DI VITULANO
Chi era:
Nobile nativo di Vitulano, vissuto nella prima metà del VI secolo d.C., in piena epoca longobarda. A 20 anni fa suo il motto di Paolo "Il mondo è morto per me e io sono morto al mondo" e si ritira sul Monte Pentime.
Cosa dice San Gregorio Magno:
TESTO LATINO ORIGINALE
Patrologia Latina, Tomo LXXVII, ex Codice VaticanoCAPUT XXVI - DE MENNA EREMITA
Nuper in Samnii provincia venerabilis vir, nomine Menas, anachoretae vitam duxit, multis nostrum cognitus, qui ante decem fere annos defunctus est. De cuius vita testem specialem non requiro, quia tot pene testes habet, quot Samnii provinciam noverunt.
Hic ad victum suum nihil aliud quam pauca alvearia possidebat. Quodam vero die Longobardus quidam furari eius apes voluit. Qui a venerabili viro primum verbis correptus, deinde coram ipso maligno spiritu vexatus est.
Saepe vero ursi ex proximo silva egredientes eius apes comedere conabantur; quos ille cum cerneret, fuste quem in manu ferre consueverat, feriebat. Ad cuius ictus illae ferocissimae bestiae rugientes fugiebant, ut quae vix gladios formidare poterant, fustis ictum perhorrescerent.
DIALOGHI, LIBRO III, CAPITOLO XXVI - TESTO ITALIANO UFFICIALE
Traduzione dei Monaci Benedettini di SubiacoMENNA, EREMITA
1. In tempi recentissimi, nella provincia del Sannio, conduceva vita eremitica un venerando uomo, chiamato Menna. Molti di noi lo hanno conosciuto; infatti, è deceduto solo da una decina d'anni. Come fonte di ciò che esporrò, non cito una persona in particolare, giacché trovo tanti testimoni della sua vita quanti sono coloro che conoscono la provincia del Sannio.
2. Menna per il proprio sostentamento non possedeva altro che pochi alveari. Un giorno un longobardo tentò di rubargli le api, ma, sorpreso, prima ricevette un severo rimprovero da parte dell'anacoreta e poi, davanti a lui, venne tormentato da uno spirito maligno. In seguito a questo fatto il nome dell'eremita divenne famoso non soltanto presso tutti gli abitanti della zona, ma anche presso i barbari, e nessuno più osò entrare nella sua cella se non con quella umiltà che vi si addiceva.
3. Spesso alcuni orsi, che sbucavano là dal vicino bosco, tentavano di mangiare le api di Menna; ma, come egli li scorgeva, li percuoteva con un bastone che era solito tenere in mano. Sotto i suoi colpi quei ferocissimi animali ruggivano e si davano alla fuga. In tal modo, belve che appena appena potevano aver paura delle spade paventavano i colpi di un bastone vibrati dalla mano di quell'uomo venerando.
È l'unica fonte diretta. Nei Dialoghi, Libro III, Cap. XXVI, scritto intorno al 594, lo chiama "Vir Dei - Uomo di Dio" e racconta che lo conobbero in tanti nel Sannio perché era morto solo da una decina d'anni. Racconta 3 fatti:
Viveva solo di miele dei suoi alveari
Un longobardo tentò di rubargli le api e fu posseduto da uno spirito maligno davanti a lui
Scacciava gli orsi che venivano a mangiargli il miele colpendoli con una ferula, come fosse il bastone di Mosè
Muore intorno al 583.
Patrono di Vitulano (BN):
Proclamato patrono di Vitulano il 10 aprile 1705.
Festa grande il lunedì dopo Pentecoste: processione dal paese all'Eremo a 1200m sul Monte Pentime, nel Parco del Taburno-Camposauro.
È invocato dalle madri per il latte materno.
I luoghi:
Eremo di San Menna - Vitulano, Monte Pentime.
Edificato intorno al 975 sulla grotta dove visse. Oggi cappelletta in pietra essenziale, ci arrivi solo a piedi in 2 ore.
Chiesa di San Menna - Sant'Agata de' Goti.
Consacrata il 4 settembre 1100 da Papa Pasquale II. Voluta dal Conte Roberto di Alife che nel 1094 aveva trafugato il corpo intatto dalla chiesetta di Vitulano per portarlo prima a Caiazzo e poi a Sant'Agata.
Dentro c'è il più antico pavimento in opus sectile d'Italia su modello di Montecassino e il presbiterio romanico più antico conservato.
Lì è sepolto con l'epigrafe:
HIC REQUIESCIT CORPUS BEATI MENNE CONFESSORIS.
Memoria liturgica: 11 novembre.
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